Flagellazione

c. 1455 - Olio e tempera su pannello, 58.4 x 81.5 cm - Galleria Nazionale delle Marche, Urbino
Questo pannello, uno dei suoi più famosi, fu dipinto da Piero durante la sua prima visita a Urbino. Esso contiene sottili riferimenti alla situazione del tempo, molto difficili da comprendere oggigiorno. La tesi proposta più di frequente è che il dipinto sia stato commissionato come tentativo di riconciliazione tra le due chiese cristiane, dell'Est e dell'Ovest, in vista dell'imminente attacco turco su Costantinopoli. La presenza simultanea del personaggio al centro, abbigliato in modo greco, e della scritta sul basamento (convenerunt in unum) sembra avvalorare questa ipotesi. Dal punto di vista della composizione e della prospettiva il dipinto è pianificato molto rigorosamente. La composizione è divisa in due parti, separate dalla colonna che sostiene il tempio entro il quale avviene la fustigazione del Cristo. Sulla destra ci sono tre personaggi non identificati disposti a semicerchio. Al loro tempo erano certamente molto conosciuti e il dipinto potrebbe rappresentare le loro fattezze reali.
L'importanza dell'architettura in questo dipinto, con l'elegante tempio classicheggiante, sembra suggerire una sintonia tra Piero e le teorie del tempo. L'osservatore deve porsi al centro del dipinto ottenendo così una unitarietà attraverso l'uso di un singolo, rigoroso punto di vista. Il dipinto è un perfetto esempio di prospettiva lineare del Quattrocento. Piero comunque non perde la sua attenzione al dettaglio, come nel soffitto del tempio o nella scultura in bronzo sulla colonna coi suoi splendidi riflessi di luce. Il magnifico tessuto damascato indossato dal personaggio all'estrema destra, col suo contrasto di blu e oro, rivela l'interesse di Piero per i tessuti lussuosi e per gli abbigliamenti più raffinati che molti pittori fiorentini avevano eliminato completamente dai propri lavori.