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PIERO DELLA FRANCESCA
Dittico dei Duchi di Urbino

1465-66 - Tempera su pannello, 47 x 33 cm - Galleria degli Uffizi, Firenze
In questi due pannelli relativamente piccoli, Piero si impegna in una costruzione compositiva piuttosto difficile e mai affrontata prima. Dietro il ritratto di profilo dei due soggetti, che iconograficamente si rifà alla tradizione araldica dei ritratti su medaglia, l'artista aggiunge uno straordinario paesaggio che si estende in profondità fino a perdersi in una nebbiosa distanza. La relazione tra il paesaggio e i ritratti è inoltre molto stretta anche nel significato: i ritratti, coi loro profili solenni, dominano sul dipinto così come i soggetti dominavano sulla vastità dei possedimenti. L'audacia della composizione è evidente in questo passaggio repentino tra i due diversi piani prospettici.
L'abilità di Piero nella resa dei volumi è accompagnata dalla sua attenzione al dettaglio. Attraverso un attento uso della luce ci dà una descrizione miniaturistica dei gioielli di Battista Sforza, delle grinze e dei nevi presenti sulla pelle olivastra di Federico.
I ritratti dei duchi, eseguiti forse fra il 1465-'66 o nel 1474, emigrarono a Firenze nel 1631, con tutto il patrimonio artistico dell' ultimo Della Rovere. E fino all'800 furono scambiati per i volti di Petrarca e Laura o Sigismondo Malatesta e Isotta.
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