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PIERO DELLA FRANCESCA
Polittico di Sant'Antonio
1460-70 - Pannello 338 x 230 cm - Galleria Nazionale dell'Umbria, Perugia
Tra i molti lavori che, secondo Vasari, Piero dipinse a Perugia, lo storico descrive con grande ammirazione il polittico commissionato dalle suore del convento di Sant'Antonio da Padova. Questo complesso dipinto, oggi alla Pinacoteca Nazionale di Perugia, fu iniziato velocemente dopo il ritorno di Piero da Roma, ma non fu completato per diversi anni.
La parte centrale della composizione, La Madonna col Bambino e i santi Antonio, Giovanni Battista, Francesco ed Elisabetta, rivela nel suo sfondo damascato la conoscenza dell'artista degli orientamenti dei pittori spagnoli contemporanei, che Piero potrebbe avere avuto modo di conoscere a Roma. Il pannello si può così datare attorno al 1460. Il polittico è costituito inoltre da tre pannelli nella predella che mostrano Sant'Antonio da Padova che resuscita un bambino, le stigmate di San Francesco e Santa Elisabetta che salva un ragazzo caduto in un pozzo, e anche da due medaglioni posti tra il pannello principale e la predella. La qualità di questa predella è straordinaria: i valori spaziali e di luce, caratteristici di Piero, sono tutti presenti, su piccola scala, enfatizzando i bianchi muri degli interni, gli sprazzi di luce e le ombre profonde della scena notturna all'esterno. Queste scene, dove i corpi e anche le ombre acquistano completa tridimensionalità, divennero un esempio di predella che fu largamente seguito dagli artisti italiani della seconda metà del XV secolo, dal giovane Perugino a Bartolomeo della Gatta e, via Antonello da Messina, fino al napoletano Maestro di San Severino e Sossio. Pochi anni più tardi Piero completò il polittico: sopra le decorate e fondamentalmente gotiche cornici egli dipinse la sua straordinaria Annunciazione. La mancanza di unità compositiva con la parte centrale del polittico ha indotto alcuni studiosi a ipotizzare che Piero abbia semplicemente aggiunto questa Annunciazione molto più tardi. In realtà l'intero polittico possiede una unità strutturale; Piero semplicemente ha tagliato la parte superiore, che originariamente doveva essere rettangolare, trasformandola in una sorta di cornice a cuspide. Ancora una volta Piero riesce a superare i limiti imposti dal committente con gusto artistico tradizionale, dandoci uno dei più perfetti esempi dell'uso della prospettiva. Grazie anche all'uso dei colori ad olio, Piero della Francesca raggiunge uno straordinario dettaglio nella serie di capitelli che corrono verso il punto di fuga. Ciascun architrave, così come ciascuna colonna, proietta una sottile striscia di ombra nello splendido chiostro ad archi, che sembra superare ogni ispirazione derivata dall'architettura dell'Alberti. La sottile analisi delle decorazioni dipinte sui muri raggiunge un livello mai raggiunto prima; e ancora, ogni cosa è contenuta in un singolo organico spazio. Le distanze, calcolate in modo perfetto, non sono mai forzate o artificiali: esse sono ottenute dalla realistica luce e atmosfera.
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