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PIERO DELLA FRANCESCA
La vittoria di Costantino su Massenzio
c. 1458 - Affresco, 322 x 764 cm - San Francesco, Arezzo
Questo episodio nasconde certamente un messaggio importante e riflette eventi contemporanei al tempo in cui Pio II progettava una crociata contro i turchi. Tutti i tentativi di riconciliare le due chiese erano di fatto falliti, così, dopo la conquista turca di Costantinopoli, la sola soluzione sembrava essere l'unione di tutti i cristiani nella lotta contro l'Infedele.
Nell'affresco di Piero, il viso di Costantino ritrae quello di Giovanni VIII Paleologo, Imperatore d'Oriente. Così come Costantino andò in battaglia conducendo le sue truppe sotto il simbolo della Croce, così il moderno Imperatore può sconfiggere l'Infedele conducendo alla battaglia tutte le armi Cristiane. Ma dietro questo simbolismo la battaglia tra Costantino e Massenzio è dipinta come una splendida parata dalla quale il fragore delle armi è stato definitivamente eliminato. L'assenza di movimento immortala i cavalli nell'atto di saltare, i guerrieri che gridano con le bocche aperte, tutti fissati dall'inflessibile struttura compositiva imposta dalla prospettiva lineare. Al confronto con la Battaglia di San Romano, dipinta da Paolo Uccello circa venti anni prima e che fu uno dei più alti vertici della prospettiva pittorica fiorentina che ispirò il giovane Piero, nell'affresco di Arezzo è presente una profondità tra le figure totalmente nuova. Una atmosfera realistica, ottenuta con una luce scintillante, definisce i vari piani spaziali. Dentro questa composizione, Piero della Francesca riesce a riprodurre, grazie al suo uso, altamente raffinato, di colori brillanti tutti gli aspetti visivi della realtà, fino ai più evanescenti e immateriali. Dai riflessi sulle armature all'ombra degli zoccoli dei cavalli sul terreno, fino al vasto cielo con le sue nuvole primaverili mosse dal vento, la realtà della natura è rappresentata esattamente, fino al più piccolo dettaglio.
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