Agriturismo in Toscana Il Pozzeto - Anghiari, Arezzo



SENTIERI
"Arezzo-Anghiari"

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Il sentiero N° 102 del CAI collega Arezzo con Anghiari incrociando il sent. 50 di crinale e ricalcando in parte l'antico tracciato Romano della Via di Pietramaia, passando dal Castello dei Tariati e dall'importante Pieve di Sovara.

Tutto il percorso è lungo km 25,700, non presenta alcuna difficoltà e può essere effettuato a piedi e in bicicletta.

Il nostro itinerario inizia alla periferia Nord-Est di Arezzo in loc. "Gli Archi", (m 270) costeggia l'acquedotto Vasariano salendo su strada asfaltata a San Fabiano (m 324) e proseguendo per strada bianca verso Case Nuove e S.Polo (m 312) ove si inizia a salire per la strada comunale che va a Poti, lasciandola in corrispondenza del bivio per Vezzano (m 576). Si prende a sinistra la carrareccia per Vezzano (m 586), aggirando a sinistra il M.Castellaccio e dopo Vezzano si continua per una pista-sentiero che scende a Pietramala (m 460), ove esistono i resti del Castello Medioevale dei Tarlati, e al Molino di Pietramala sul Torrente Chiasaccia.
Guadato il torrente si inizia a salire seguendo il setiero che passa per Casa Ceralta (m 577) e poi a mezza costa sotto il crinale, lasciando a sinistra "Ca di Peccato", punta verso M.Castiglione, innestandosi sul sentiero 50 proprio sotto questo rilievo (m 700); si segue per circa un chilometro il sent. 50, in direzione Nord fino all'insellatura fra M.Castiglione e Poggio Camugnana (m 687), dove il nostro sentiero prosegue, staccandosi a destra dal sent. 50, per Montemercole, un casolare posto sopra un poggetto sulla dorsale degradante verso la Sovara, seguendo una strada bianca.
Superato l'abitato di Montemercole (m 679), la strada peggiora continuando verso Casale (m 616), ove esiste una chiesa di origine molto antica, che si lascia a destra per proseguire verso Cologna della Via, dove si segue la pista a sinistra per C. Montirosi (m 500).
Da quì si continua e prima di Vaglialle si piega a sinistra scendendo al guado della Sovara. Con una breve deviazione si può raggiungere Vaglialle (m 399) ove si trovano i resti di un CASTRUM (antico Castello-Fortezza, che faceva parte del sistema di fortificazioni medievali a presidio della zona) e la chiesa di S. Biagio. Il guado alla Sovara è da farsi come si può , tenendo conto che in periodo estivo la portata del torrente è minima. Superata la sponda opposta, si prosegue comodamente fra i coltivi sul largo brecciato che porta alla Pieve della Sovrana, dove si innesta il sent. 108.
L'origine della chiesa, è da far risalire alla fine del VI sec. come impianto, mentre assurge a pieve nei periodo a cavallo tra il IX e il X secolo. Originali sono rimaste le basi, per l'altezza di circa 1 metro del muro absidale dove sporge la triabside tipica del preromanico. Il campanile a base quadrata recante quattro bifore e posto lateralmente rientra invece nella ristrutturazione quattrocentesca che ridefinisce gli interventi attuati tra I'XI e il XII secolo. L'interno è evidenziato nelle tre navate corrispondenti alle absidi da quattro arcate sorrette da colonne tipiche rinascimentali a filari regolarissimi.
Visitata la chiesa si prosegue passando dal cimitero e, seguendo la strada sterrata, si sale attraverso campi, fi no ad innestarsi sulla strada asfaltata che conduce ad Anghiari esattamente sulla costa di Maraville presso il Campo alla Fiera (m 450), innestandosi nella S. P. 47. D'inverno, quando il torrente Sovara ha una notevole portata, sarà opportuno, onde evitare il guado che può presentarsi difficile, fare una breve deviazione passando per Viglialle, scendendo alla carrozzabie che attraversa il torrente con un ponte, e seguendo l'asfalto fino ad Anghiari.

Notizie storiche

Arezzo -S. Polo - Vezzano -Monte Castellaccío -Pietramala - Ca'diPeccato - Casale-Anghíari.- è un sentiero questo che ripercorre un itinerario antico e importante per Arezzo e per la Valtiberina: il più diretto, per un traffico essenzialmente appiedato o someggiato, tra Arezzo e Anghiari e quindi, tra quelle importanti vie di comunicazione che erano e sono la Valtiberina e il sistema Valdamo-Valdichiana.
Prima che Napoleone concepisse l'apertura, attraverso la valle del Cerfone, di quella che - completata dal Granduca Ferdinando III - sarà la strada Regia dell' Adriatico (l'attuale S. S. 73), era questo uno dei percorsi privilegiati per il traffico umano e commerciale tra le due vallate. Della sua importanza sono testimoni soprattutto i due castelli che lo vigilavano: quello del Monte Castellaccio (di cui rimane una cisterna) e il potente Castello di Pietramala, sorto su uno sperone roccioso a controllo del guado sul torrente Chiassa e origine della potente famiglia dei Tarlati.
L'importanza del traffico commerciale è garantita dalla costruzione di un ponte - ne rimangono le spalle - che, sostituendo il guado, assicurava alla strada una comoda transitabilità anche invernale. La frequenza dei víandantí è segnalata dal sorgere sul suo percorso di ospedali medioevali: a S. Polo, a Vezzano e a Casale; anche la distrutta maestà di Vezzano aveva un ampio spazio coperto per dar rifugio ai passanti, che potevano aver assistenza anche alle due pievi agli estremi del percorso, S. Paolo a S. Polo e la SS. Annunziata alla Sovara.
Una raccomandazione per chi voglia ripercorre questo antico itinerario, da Arezzo ad Anghiari, una eccezionale guida "d'epoca" la descrizione di un'identíca gita fatta, nell'estate del 1837 dal nobile aretino Gíovanni Guillichini. Soffermandosi tra i ruderi ancora imponenti del castello di Pietramala si pensi che qui si consumò uno degli episodi che, nel 1384, segnarono la caduta di Arezzo sotto Firenze: l'assedio "con bombarde ed ogni specie d'armi" che il fiorentino Giovanni degli Obizi dette a Marco Tarlatí, invano asserragliato nella rocca del grande vescovo Guido.

Loc. Casale, 16 - 52031 Anghiari (AR) - Tel. 0575 723248 - Fax 0575 724351
E-mail: info@ilpozzeto.it