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ANGHIARI - Monumenti principali
La Chiesa di Santo Stefano ovvero Bisanzio ai piedi di Anghiari
All'interno di una piccola corte, abbracciata da un prato verde, la Chiesa di Santo Stefano ad Anghiari è tra le più antiche della Valtiberina, databile tra il VII e l'VIII secolo. Le linee bizantineggianti sono legate alla sua appartenenza al Vescovado di Città di Castello, a quel tempo alle dipendenze di Ravenna. D'altra parte la Valtiberina fu in quel periodo il corridoio naturale per collegare Roma con Ravenna.
La chiesetta di Anghiari, il cui nome appare anche in un'epigrafe conservata presso l'Abbazia di Pomposa, in realtà rappresenta una scoperta piuttosto recente.
Fu uno studio effettuato dal Prof. Giuseppe Nomi a solleticare l'interesse dell'esperto di storia dell'arte Prof. Mario Salmi e della Soprintendenza ai Beni Artistici. Da un muro della casa colonica che inglobava l'antica struttura della Chiesa emergeva, infatti, un capitello ionico di epoca romana. Saggi successivi evidenziarono la presenza di un altro capitello simile e fu così che (grazie agli scavi che ne seguirono) apparve a poco a poco, insieme ad alcune tombe, la pianta originale della Chiesa. Altri particolari, oltre ai capitelli già citati e alle relative colonne, fecero supporre che essa fosse stata edificata, come accaddeva di sovente, su di un tempio romano.
I lavori condotti alla fine degli Anni '60 hanno restituito, almeno in parte, la forma antica della Chiesa di Santo Stefano, con struttura muraria in laterizio (tipico dei monumenti ravennati) e corpo centrale a pianta quadrata dotato di tre absidi semicircolari (a simbolo della Trinità divina).
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